
Agosto 2005
ci siamo trovati in un bosco fitto e verde (se ne vedono pochi così) ed eravamo nel cuore dell'Europa (UE allargata, naturalmente). Dopo pochi minuti di cammino avevamo perso completamente l'orientamento. Salita, discesa, salita e ancora discesa. Qualche cartello, in slovacco con sottotitoli in russo o polacco. Decine di percorsi intricati («facciamo quello più breve»«ma qual'è quello più breve?»). Zaino, macchina fotografica e scarpe da ginna (totalmente inadatte alla situazione).
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Mai stati così ad est, mai stati così confusi. Ti guardano strano e tu guardi strano loro.
«Come fanno a capire che non siamo di qui? Non abbiamo parlato»
«Sarà per le scarpe. Noi abbiamo adisas, nike e timberland sporche e puzzolenti, loro hanno ai piedi imitazioni cinesi delle stesse marche e le tengono meglio»
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Arriviamo in cima, stanchi e affamati.
Salame ungherese, prosciutto di Praga e pane molliccio.
«OK si ragiona!»
La vista è incredibile!


